Pubblico questa lettera; ho rimosso i recapiti per prudenza, dato che chiunque può leggere il nostro blog.
S.
A fronte del dramma che sta vivendo la popolazione di Haiti, tutti noi vorremmo poter fare qualcosa. Spesso le poche cose che realisticamente riusciamo a fare si traducono in una raccolta di fondi. Chi conosce la realtà di Haiti e la situazione di estrema sofferenza in cui la gran parte della popolazione viveva anche prima di questo ultimo dramma, sa che anche piccole cifre in mano a persone oneste e di buona volontà possono fare miracoli. Ci si chiede spesso dove finiscano i soldi che versiamo a fronte delle catastrofi che ad intervalli regolari colpiscono le diverse aree del mondo e tutti vorremmo avere la certezza che ogni spicciolo sia utilizzato davvero a favore di chi ne ha più bisogno.
Ad Haiti opera da molti anni un’Associazione ONLUS che si chiama “Pane Condiviso” www.panecondiviso.com. Si occupa di bambini di strada cercando di garantirne la sopravvivenza fisica e la scolarizzazione. In questi anni con il supporto di moltissime persone l’Associazione ha costruito alloggi e scuole per i bambini di strada, ha supportato centinaia di bambini e le loro famiglie attraverso programmi di adozione a distanza, ha permesso l’adozione di moltissimi bambini abbandonati da parte di famiglie italiane. Ultimamente assicura ai più meritevoli la possibilità di accesso a scuole superiori ed Università perchè possano diventare bravi infermieri, medici e tecnici e proseguire “dall’interno della società Haitiana” la lotta per un futuro migliore.
L’anima di Pane Condiviso è una suora salesiana friulana che lavora ad Haiti da oltre 50 anni, suor Anna D’Angela. Una ultra-settantenne con l’energia di un plotone di trentenni, che non guarda in faccia nessuno e opera in modo estremamente pragmatico per il bene reale di un popolo di cui si sente parte, che ama e rispetta. Una persona che (e questo è detto da un non cattolico, come io sono) è un vero angelo combattente. Qualcuno di cui fidarsi ciecamente.
Mi chiamo Giuseppe Nardi, sono un medico e dirigo la Rianimazione del S. Camillo di Roma. Ho due figlie adottive di origine haitiana e per la loro adozione ho passato un periodo di tempo ad Haiti avendo modo di verificare direttamente come vengono utilizzati i fondi donati. Ho visto come lavora Pane Condiviso e avendo avuto anni di esperienza di Cooperazione, ho apprezzato fino in fondo un modo di operare dove nulla, ma proprio nulla va sprecato. Dove con poco si fanno miracoli. Da anni i miei colleghi di Reparto ed io destiniamo a Pane Condiviso tutti gli introiti dei nostri libri. Mi permetto di scrivere queste righe perché credo che gli sforzi ed i sacrifici che ciascuno di noi si sentirà di fare debbano trovare una certezza: che siano utilizzati al meglio, per la ricostruzione di Haiti e a supporto di chi ne ha bisogno. Che nulla vada “in tasca di altri”. Allego gli estremi di Pane Condiviso. La responsabile dell’Associazione è la sig.ra Ivana Agosto (Mary) mamma adottiva di tre ragazzi haitiani, che potrete contattare se lo ritenete al: [omissis] o allo [omissis]. Il mio contatto per ogni eventuale chiarimento è: [omissis].
Vi prego di far girare questo appello ai vostri conoscenti e contatti.
Pane Condiviso ONLUS Emergenza Haiti (gli eventuali versamenti sono detraibili)
UNICREDIT BANCA via Vittorio Veneto 20 UDINE IBAN IT28P0200812310000100872467
Per donazioni dall’estero aggiungere: Codice SWIFT: UNICRIT2BUN6
Grazie a tutti voi
Giuseppe Nardi
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